Info immagine: Di Paolobon140 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=71974557 Abano Terme sorge ai piedi nordorientali dei Colli Euganei, a circa dieci chilometri da Padova. È il principale centro delle Terme Euganee e una delle più importanti località termali d’Europa. Le sue acque termominerali e i celebri fanghi terapeutici attirano ogni anno migliaia di visitatori, mentre l’ampia offerta alberghiera ha trasformato la città in una delle principali destinazioni del turismo termale italiano.
La storia di Abano è strettamente legata all’origine vulcanica dei Colli Euganei. Circa trentaquattro milioni di anni fa, fenomeni vulcanici e successive trasformazioni del territorio contribuirono alla formazione di quest’area, favorendo anche la nascita delle sorgenti di acqua calda termominerale. Proprio le proprietà benefiche di queste acque hanno attirato popolazioni e visitatori fin dall’antichità.
Le prime testimonianze risalgono almeno al VI secolo avanti Cristo. L’antico centro termale, però, si trovava nell’area dell’attuale Montegrotto Terme. In epoca romana le terme raggiunsero una notevole importanza e furono conosciute con il nome di “Aquae Patavinorum”. A citarle furono numerosi autori latini, tra cui Plinio il Vecchio, Marziale, Tito Livio e Svetonio.
Secondo una tradizione riportata da Marziale, proprio in questa zona sarebbe nato Tito Livio, insieme ai poeti Gaio Valerio Flacco e Arrunzio Stella. Anche l’origine del nome Abano sembra essere legata all’acqua: potrebbe derivare da Aponus, divinità associata alle sorgenti termali, il cui nome sarebbe collegato all’antica radice indoeuropea “ap”, che significa appunto acqua.
Le terme erano estese su una vasta area ai piedi dei Colli Euganei e conobbero il loro massimo splendore durante l’età imperiale romana. Svetonio racconta che l’imperatore Tiberio, diretto verso l’Illiria, si fermò al tempio di Aponus per consultare l’oracolo sull’esito della guerra. Ricevuto un responso favorevole, avrebbe gettato nella fonte alcuni dadi d’oro. Nel frattempo, Padova e i territori circostanti erano ormai entrati nell’orbita romana e le famiglie più importanti avevano iniziato a investire nello sviluppo delle strutture termali.
Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente iniziò però un lungo periodo di declino. Anche il re degli Ostrogoti Teodorico cercò di riportare in vita le antiche strutture e, agli inizi del VI secolo, attraverso il suo ministro Cassiodoro, ordinò all’architetto padovano Aloisius di occuparsi del restauro degli edifici. Gli interventi, tuttavia, non riuscirono a restituire alle terme l’antico splendore.
A partire dall’Alto Medioevo, il territorio cominciò lentamente a svilupparsi attorno a nuovi insediamenti. Le prime notizie certe di un centro abitato ad Abano risalgono al 971 e riguardano una chiesa dedicata a San Lorenzo.
Nel XII secolo Abano era ancora un piccolo centro rurale sottoposto all’autorità del vescovo di Padova. In questo periodo il territorio fu coinvolto nelle violente lotte tra le grandi famiglie nobiliari locali. Una delle vicende più drammatiche riguarda Cecilia, giovane ereditiera dei Conti di Abano, coinvolta suo malgrado nelle rivalità tra le famiglie dei Camposampiero e degli Ezzelini. La sua storia contribuì a innescare una lunga e sanguinosa contesa, inserita nel più ampio conflitto tra Papato e Impero.
Nel 1257 nacque ad Abano una delle figure più importanti della sua storia: Pietro d’Abano, medico, filosofo, astrologo e studioso di alchimia. La sua opera contribuì alla diffusione in Europa del pensiero aristotelico interpretato attraverso le opere del filosofo arabo Averroè.
Nel Trecento Abano entrò nella sfera di influenza dei Da Carrara, signori di Padova. Il territorio subì diverse distruzioni, prima durante le guerre degli Ezzelini e poi durante quelle degli Scaligeri. Nel 1405, seguendo le sorti di Padova, Abano passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia.
Fu soprattutto a partire dal Cinquecento che iniziò una nuova fase di sviluppo. Importanti famiglie padovane e veneziane investirono nel territorio, favorendo le bonifiche agricole e il recupero delle strutture termali. La fama delle acque tornò così a crescere e Abano divenne nuovamente una destinazione apprezzata per le cure e i soggiorni.
Anche la cultura veneziana si interessò alla località. Nel Settecento Carlo Goldoni ambientò proprio ad Abano l’opera “I Bagni d’Abano”, dramma giocoso per musica composto da Baldassare Galuppi e rappresentato per la prima volta a Venezia nel 1753.
La caduta della Repubblica di Venezia, nel 1797, segnò un nuovo cambiamento. Le proprietà delle famiglie nobili passarono in parte a esponenti della ricca borghesia padovana, che investirono ingenti capitali nello sviluppo degli alberghi e degli stabilimenti termali. Nello stesso periodo iniziarono studi più sistematici sulle proprietà terapeutiche delle acque, ponendo le basi della moderna vocazione termale della città.
Nella zona delle sorgenti del Montirone furono costruiti diversi stabilimenti, alcuni dei quali progettati o arricchiti dall’intervento dell’architetto Giuseppe Jappelli. A metà dell’Ottocento ad Abano si contavano già otto stabilimenti termali e la località era ormai diventata una meta conosciuta anche al di fuori del Veneto.
Dopo la Prima guerra mondiale venne istituita l’Azienda di Cura e Soggiorno, incaricata di gestire le concessioni pubbliche delle risorse termali. Da quel momento la crescita fu ancora più rapida e nuovi alberghi e stabilimenti sorsero in tutta la zona.
Fino al 1924 il comune era chiamato Abano Bagni. Con un Regio Decreto dell’ottobre dello stesso anno venne autorizzata la nuova denominazione di Abano Terme, entrata ufficialmente in vigore nel novembre 1924. Il nuovo nome voleva sottolineare proprio la caratteristica che ormai distingueva la città: le sue cure termali e, in particolare, l’utilizzo dei fanghi terapeutici.
Durante la Seconda guerra mondiale Abano ebbe un ruolo particolare. Tra il 1943 e il 1944 il comando dell’aviazione tedesca in Italia ebbe sede in città. Successivamente Abano venne dichiarata zona ospedaliera sotto la tutela della Croce Rossa Internazionale, contribuendo a risparmiare il centro cittadino dai bombardamenti. La tragedia colpì però la zona della stazione il 17 agosto 1944, quando un bombardamento americano centrò un treno carico di esplosivo. Le conseguenti esplosioni provocarono vittime e distrussero quasi completamente le abitazioni vicine.
Nel secondo dopoguerra Abano Terme conobbe una crescita straordinaria. Furono individuate nuove sorgenti e il settore termale entrò in una fase di forte espansione. L’agricoltura lasciò progressivamente spazio agli alberghi, agli stabilimenti, ai servizi e alle attività commerciali. La città si trasformò così nel moderno centro turistico che conosciamo oggi.
Abano Terme è quindi il risultato di una storia millenaria, nella quale natura, medicina, turismo e cultura si sono incontrati più volte. Dalle antiche “Aquae Patavinorum” alle moderne strutture termali, l’acqua continua ancora oggi a essere l’elemento che più di ogni altro caratterizza la città.