Info immagine: Di Piergiovanna Grossi - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=82579660 Di fronte al colle e al parco del Montirone, lungo via Pietro d’Abano, si trova l’ex Oratorio del Montirone, una piccola cappella settecentesca legata alla storia delle terme di Abano. L’edificio è conosciuto anche come ex Oratorio del Cerato, dal nome dell’architetto che ne progettò la costruzione, oppure come ex Oratorio di San Giovanni, dal nome del santo titolare.
La cappella venne costruita nel Settecento come luogo di culto destinato soprattutto agli ospiti che arrivavano ad Abano per sottoporsi alle cure termali. Il progetto viene attribuito all’architetto padovano Domenico Cerato e un’iscrizione sulla facciata indica il 1779 come anno della sua costruzione.
L’oratorio era considerato fin dall’inizio un edificio di particolare interesse. Nel 1789 lo storico Salvatore Mandruzzato lo citò nel suo trattato dedicato ai Bagni di Abano, ricordandolo tra gli edifici sorti nei pressi del Montirone e sottolineando come fosse stato costruito per offrire un luogo di preghiera agli ammalati cattolici che frequentavano le terme.
Nel corso del tempo l’edificio venne indicato con diverse denominazioni, tra cui Oratorio della Beata Vergine e Oratorio del Sacro Cuore, ma nei documenti relativi ai beni tutelati compare come Oratorio di San Giovanni.
Per quasi due secoli la piccola cappella svolse la sua funzione religiosa al servizio della comunità e soprattutto dei frequentatori delle terme. Secondo la tradizione, anche la beata Liduina Meneguzzi era solita fermarsi qui a pregare prima di recarsi al lavoro in un vicino albergo.
La situazione cambiò profondamente nel secondo dopoguerra. Abano conobbe una straordinaria espansione del turismo termale e il piccolo oratorio non era più sufficiente ad accogliere il crescente numero di fedeli e visitatori. Si decise quindi di costruire una chiesa più grande nelle immediate vicinanze.
Nel 1956 le funzioni religiose vennero trasferite provvisoriamente nell’Oratorio del Sacro Cuore. Due anni più tardi, nel 1958, fu completata la nuova Chiesa del Sacro Cuore, più ampia e moderna. A quel punto l’antico oratorio del Montirone venne definitivamente sconsacrato.
Oggi l’edificio è di proprietà privata e viene utilizzato come spazio espositivo, ma conserva ancora le caratteristiche essenziali della piccola cappella settecentesca.
La struttura è semplice ed elegante: una pianta rettangolare, il tetto a doppio spiovente e una facciata conclusa da un timpano. Al centro del timpano si apre un rosone, all’interno del quale si trova un particolare di grande interesse: un leone di San Marco in arenaria vicentina.
La scultura venne riscoperta durante i restauri del 1987-88. Si trovava in condizioni molto precarie: era stata parzialmente scalpellata e nascosta dietro una tamponatura in mattoni che aveva chiuso il rosone. Le fotografie storiche dell’edificio hanno permesso di ricostruire l’aspetto originario e di comprendere l’importanza di questo elemento.
Anche la porta d’ingresso conserva materiali di pregio. Gli stipiti e l’architrave sono realizzati in pietra di Nanto, una pietra particolarmente utilizzata nell’architettura veneta.
All’interno si conserva ancora l’antico altare settecentesco, realizzato in stucco e marmo rosso di Verona. Gli altri arredi, invece, sono stati trasferiti progressivamente nella nuova Chiesa del Sacro Cuore tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Ottanta.
L’ex Oratorio del Montirone rimane così una testimonianza discreta ma preziosa della storia termale di Abano. Nato per accompagnare spiritualmente gli ospiti delle antiche terme, oggi conserva nella sua architettura e nei suoi pochi elementi superstiti il ricordo di un’epoca in cui il soggiorno termale era anche un’esperienza religiosa e culturale.