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Info immagine: Di Mediatus (H.J.)/Wikimedia Commons/CC-BY-SA-3.0 & GFDL, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=81279230 Benvenuti nel cuore storico di Albenga, dove sorge la maestosa Cattedrale di San Michele Arcangelo. Questo antico luogo di culto racchiude storie affascinanti e leggende suggestive. Si narra, infatti, che un tempo un terribile serpente infestasse la via verso Alassio, uccidendo i passanti. Disperati, i cittadini invocarono l'aiuto dell'Arcangelo Michele con una solenne processione; durante la notte, un bagliore celeste colpì la terra, liberando la popolazione dal mostro. Il legame con questo santo guerriero affonda le radici in epoche lontane, tra l'influenza longobarda e i fitti commerci con l'Impero bizantino, un periodo in cui la città assunse un carattere fortemente militarizzato, legandosi a figure di santi soldati.
Le origini della cattedrale risalgono alla ricostruzione della città tra la fine del quarto e l'inizio del quinto secolo, sulle fondamenta di un insediamento romano e di una precedente struttura paleocristiana. Il vicino battistero, sorto nello stesso periodo, ha spesso generato una parziale sovrapposizione nei documenti storici con il nome di San Giovanni, ma le due strutture nacquero insieme come fulcro della vita religiosa cittadina. Nel corso dei secoli, l'edificio ha subito profonde trasformazioni.
Se fino all'undicesimo secolo si presentava a una sola navata, con una facciata in pietra locale e caratteristiche aperture circolari, intorno all'anno millecento fu riedificato, assumendo un ruolo sempre più centrale non solo per la fede, ma anche per la vita pubblica e politica della comunità locale.
Testo rielaborato il 01/10/2026 sulla base della versione precedente.
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