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Benvenuti a Montepaolo, una località situata a breve distanza dal centro di Dovadola, in provincia di Forlì. Questo luogo ospita un importante eremo intitolato a Sant'Antonio di Padova, riconosciuto come un significativo santuario antoniano della regione. Invitiamo chi ascolta a osservare il contesto paesaggistico circostante, caratterizzato da colline boscose che definiscono l'ambiente naturale di questo sito storico e religioso.
La storia di questo luogo è legata alla figura di Sant'Antonio, che vi soggiornò in differenti periodi temporali. Secondo la tradizione religiosa, il frate vi giunse nella primavera del 1221 dopo aver incontrato San Francesco ad Assisi. Vi invitiamo a considerare come questo ambiente naturale abbia favorito la vita contemplativa della piccola comunità di frati che già risiedeva su questa collinetta.
Durante il primo soggiorno, la tradizione tramanda che Antonio utilizzasse una grotta naturale per la propria preghiera e per lo studio. Nel 1222, in seguito a una predica tenuta a Forlì, il religioso fu chiamato a svolgere il compito di predicatore a tempo pieno. Vi invitiamo a osservare l'area boscosa dove la tradizione colloca questo rifugio naturale utilizzato dal giovane frate per il proprio raccoglimento spirituale.
Il secondo soggiorno di Antonio a Montepaolo avvenne brevemente nel 1228, quando il frate tornò in veste di Provinciale dell'Ordine per compiere la visita canonica alle comunità locali. Nel corso dei decenni successivi i frati francescani abbandonarono progressivamente l'eremo, e nel diciassettesimo secolo una frana rese inaccessibile la grotta. Vi invitiamo a riflettere sulle vicende storiche che hanno trasformato nel tempo questo complesso.
Nel 1629 fu fatta costruire una cappella come ex voto sulla collina. Successivamente, nel 1790, l'edificio fu ampliato con l'aggiunta di una casa canonica e la grotta venne nuovamente resa accessibile ai visitatori. Nel 1898 i frati tornarono ad abitare l'antico eremo, avviando una nuova fase di presenza religiosa documentata dalle fonti storiche locali.
All'inizio del ventesimo secolo furono realizzati ulteriori interventi, tra cui la benedizione della grotta restaurata nel 1905 e la posa della prima pietra del nuovo Santuario nel 1908. La consacrazione ufficiale avvenne nel 1913, mentre nel 1932 fu completato il campanile annesso alla chiesa. Vi invitiamo a osservare le strutture architettoniche nate da questi interventi novecenteschi.
Nel corso degli anni novanta del ventesimo secolo, un nuovo rettore assunse l'incarico curando il restauro del complesso e rinnovandone la vita spirituale. Oggi l'eremo è abitato dalle Monache clarisse, giunte dal monastero di Santa Chiara di Faenza dopo la partenza dei frati minori. La chiesa custodisce una reliquia del santo prelevata dalla basilica di Padova, offrendo ai visitatori un punto di riferimento devozionale.
Il territorio circostante è attraversato da importanti itinerari di pellegrinaggio e cammino spirituale documentati, come il Cammino di Sant'Antonio e il Cammino di Assisi. Da questo luogo transita inoltre il percorso intitolato a Benedetta Bianchi Porro, che collega Forlì a Dovadola. Vi invitiamo a osservare i percorsi che si snodano intorno al santuario, testimoni di una tradizione di transito e pellegrinaggio che continua nei nostri giorni.
Anche i mosaici raccontano questa lunga vicenda: il viale a essi dedicato presenta la storia del santuario. La chiesa neogotica e la piccola cappella che ricorda la grotta offrono due modi diversi di avvicinarsi alla memoria di Antonio, tra architettura e raccoglimento.
Fonti consultate: Montepaolo. Testo rielaborato per LeAudioGuide, 4 ottobre 2026. Testo distribuito con licenza CC BY-SA 4.0; attribuzione alle voci e ai relativi autori tramite i collegamenti alle fonti.
Continua la visita con una delle audioguide più vicine.