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Info immagine: Di Lungoleno - Opera propriaFotografia autoprodotta, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=89010746 Le mura di Ferrara costituiscono una complessa cinta fortificata che circondava originariamente in modo completo la città estense. L'estensione complessiva originaria misurava circa tredici chilometri, mentre oggi si riduce a circa nove chilometri. La costruzione di questa imponente struttura è iniziata nel corso del Medioevo, per poi subire significativi rimaneggiamenti fra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, adattandosi alle mutate esigenze difensive legate all'introduzione delle armi da fuoco e all'evoluzione dell'architettura militare italiana ed europea.
Le prime fortificazioni erette per proteggere un traghetto fluviale nella zona risalgono all'epoca dei bizantini attorno al sesto secolo. Successivamente, nel decimo secolo, Tedaldo di Canossa dispose l'aggiunta di ulteriori difese per salvaguardare un secondo traghetto. Quando fu edificata la nuova cattedrale in una posizione più settentrionale rispetto alla precedente basilica, le mura assunsero una prima impronta organica per proteggere la zona nord del centro cittadino, ampliando progressivamente il proprio perimetro difensivo complessivo.
Nel quattordicesimo secolo le difese arrivarono a comprendere la zona di Borgo Vado, segnando la comparsa dei primi tratti di cortine realizzate in mattoni. Le cronache storiche ricordano la presenza di una porta in quell area, corrispondente alla moderna via Ripagrande. Tra le porte più prestigiose del tardo quindicesimo secolo spicca la Porta degli Angeli, situata nella parte settentrionale, attraverso cui transitavano gli ospiti illustri e gli stessi duchi estensi durante i loro spostamenti.
Un momento cruciale per lo sviluppo urbanistico e difensivo fu l'Addizione Erculea, realizzata tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo su progetto dell'architetto Biagio Rossetti. Le mura settentrionali erette in questo periodo si distinguono per la presenza di torricini semicircolari e di un lungo cammino di ronda destinato alle sentinelle. All'estremità nord-ovest si trova il torrione del Barco, mentre a est insiste il torrione di San Giovanni, caratterizzato da una struttura circolare tipicamente rinascimentale.
Lungo l'intero perimetro superstite, le fortificazioni conservano diversi bastioni concepiti specificamente per resistere ad assedi condotti con le armi da fuoco. Tali strutture, circondate un tempo da fossati oggi non più visibili, presentano la tipica forma a sperone o a picca e sono distribuite principalmente nella sezione meridionale. Nel corso dell'anno 2020 si sono conclusi i lavori di restauro del baluardo dell'Amore, situato proprio lungo le mura meridionali.
Nel corso dei secoli, e in particolare per alcune sezioni specifiche, le antiche strutture militari hanno perso la loro funzione originaria trasformandosi in un grande giardino che circonda il nucleo rinascimentale. Oggi presentano ampie aree pianeggianti a prato, lunghi percorsi pedonali immersi tra filari di alberi e zone caratterizzate da una vegetazione fitta simile a un bosco. Spazi come il baluardo della Montagna e la Montagnola sono oggi veri e propri parchi urbani.
La storia della cinta muraria fu segnata anche da profonde rotture territoriali, come la costruzione nel 1385 della fortezza voluta da Niccolò secondo e, successivamente, della grande fortezza con pianta a stella pentagonale eretta da papa Paolo V nel 1608. Quest ultima opera compromise la continuità delle mura storiche nella zona sud-ovest e causò la perdita della delizia estense di Belvedere. La fortezza papale fu poi parzialmente distrutta e demolita definitivamente.
Il valore storico e monumentale di queste fortificazioni è stato riconosciuto a livello internazionale attraverso l'inserimento della città nei siti patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO, avvenuto a Berlino nel 1995 e successivamente confermato a Marrakech nel 1999. Tale riconoscimento premia la conservazione di un sistema difensivo unico, capace di fondere le esigenze strategiche del passato con la vivibilità degli spazi verdi contemporanei aperti alla cittadinanza e ai visitatori.
Fonti consultate: Mura di Ferrara. Testo rielaborato per LeAudioGuide, 4 ottobre 2026. Testo distribuito con licenza CC BY-SA 4.0; attribuzione alle voci e ai relativi autori tramite i collegamenti alle fonti.
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