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Info immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Perugia#/media/File:Rocca_Paolina_2.jpg Benvenuti alla scoperta della Rocca Paolina di Perugia una straordinaria fortificazione che domina la storia e il tessuto urbano della città. Questa imponente architettura fu edificata per ordine del papa Paolo III tra il sedicesimo secolo e precisamente tra il 1540 e il 1543. L'opera rappresento a lungo il simbolo tangibile del rigido potere pontificio sull antico libero comune umbro segnando profondamente le vicende politiche locali fino al periodo dell'unificazione nazionale avvenuta nel diciannovesimo secolo.
Il progetto della formidabile struttura fu affidato ad Alessandro Tomassoni da Terni e al celebre Antonio da Sangallo il Giovane. Quest ultimo era contemporaneamente impegnato in analoghi cantieri difensivi ad Ancona e Firenze. Tali fortificazioni costituiscono storicamente i primi esempi di fronte bastionato all'italiana una soluzione geometrica innovativa pensata per resistere alle nuove armi da fuoco. La fortezza occupava una vasta porzione del versante meridionale perugino modificando radicalmente la conformazione della zona.
Per fare spazio alla monumentale costruzione papale furono completamente demoliti interi quartieri esistenti. Tra questi figurava l'antico borgo di Santa Giuliana con le sue chiese e conventi oltre ai palazzi della potente famiglia dei Baglioni che aveva guidato una rivolta contro il pontefice. I materiali di risulta di questi edifici furono riutilizzati per la nuova fabbrica mentre le strutture preesistenti rimaste vennero inglobate e coperte da possenti volte in muratura diventando di fatto il piano interrato.
L'impianto originario della grande opera difensiva si componeva di tre elementi principali tra cui il settore riservato al pontefice il lungo passaggio coperto e la struttura fortificata protesa verso i campi aperti. Nonostante la durezza dell'intervento urbanistico gli architetti inserirono con sensibilità nelle nuove cortine murarie l'antica Porta Marzia una preesistenza di epoca etrusca che ancora oggi si puo ammirare lungo l'omonima via cittadina. Questa scelta ha permesso di preservare una testimonianza storica di eccezionale valore archeologico.
Con la nascita del Regno d'Italia la fortezza fu progressivamente demolita in una serie di interventi che cancellarono quasi del tutto le sue componenti superiori. Al posto del cinquecentesco edificio papale sorge ora il Palazzo della Provincia affiancato da giardini e spazi pubblici ottocenteschi. Tuttavia al di sotto di questa superficie moderna le antiche strutture medievali e rinascimentali sono sopravvissute rimanendo a lungo dimenticate prima di essere riscoperte nel ventesimo secolo.
Tra il diciannovesceno e il ventesimo secolo precisamente in un arco di tempo compreso tra il 1932 e il 1965 i sotterranei furono liberati dalle macerie grazie a importanti lavori di restauro. Tali interventi hanno permesso di restituire alla cittadinanza e ai visitatori una suggestiva città sotterranea. Oggi questi spazi ipogei rappresentano un luogo di grande fascino dove la pietra antica racconta i secoli passati e accoglie regolarmente manifestazioni culturali e mostre temporanee.
Un ulteriore elemento di trasformazione risale agli anni ottanta quando la fortezza e stata interessata dalla realizzazione di un percorso pedonale meccanizzato. Le scale mobili collegano la zona della circonvallazione con il cuore dell'acropoli offrendo un attraversamento quotidiano molto frequentato. Lungo questo tracciato moderno i viaggiatori possono osservare il dialogo continuo tra le antiche muraglie in mattoni e le installazioni di arte contemporanea collocate negli spazi voltati.
Tra le opere d'arte ospitate all'interno spicca una imponente scultura cinetica collocata nell'ambiente che un tempo fungeva da serbatoio idrico. Nelle vicinanze del percorso meccanizzato si trovano anche altre sculture come il monumento dedicato alle vittime dello squadrismo e l'opera commemorativa in ricordo di un noto pacifista svedese. Questi interventi artistici contemporanei arricchiscono l'esperienza della visita legando la memoria storica del sito con i linguaggi della modernita.
Fonti consultate: Rocca Paolina. Testo rielaborato per LeAudioGuide, 4 ottobre 2026. Testo distribuito con licenza CC BY-SA 4.0; attribuzione alle voci e ai relativi autori tramite i collegamenti alle fonti.
Continua la visita con una delle audioguide più vicine.