Info immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Myrabella Nel cuore di Roma, tra le vie che delimitano i rioni Parione e Regola, si apre uno spazio urbano dalla forte personalità. Fino al Quattrocento questa zona non si presentava come una piazza, ma appariva come un prato fiorito punteggiato da orti coltivati. Proprio a questa fisionomia originaria si deve il nome attuale, sebbene una tradizione non ritenuta attendibile colleghi la denominazione a Flora, una donna amata da Pompeo che aveva edificato il suo teatro nelle vicinanze. Nel corso del quindicesimo secolo, l'area diede il nome alla via Florea, un asse viario che univa diverse zone della città e che assunse anche il nome di via Mercatoria, a testimonianza della vocazione commerciale che andava consolidandosi.
Se osservate la conformazione dello spazio circostante, noterete come la piazza sia strettamente legata alle vicende delle grandi famiglie romane. Già dalla seconda metà del tredicesimo secolo, la famiglia Orsini acquistò numerose proprietà in quest'area, tra cui case con torri e mura merlate posizionate sul lato sud-est. Questa dimora fortificata sorgeva in parte sul terreno del preesistente Teatro di Pompeo. Nel corso dei secoli, la proprietà passò a diverse famiglie nobili, tra cui i Condulmer e i Pio di Savoia, i quali ristrutturarono profondamente l'edificio, prima che la struttura passasse ai Righetti e ad altri proprietari.
La vera trasformazione urbanistica iniziò a metà del quindicesimo secolo. Nel 1456, papa Callisto III promosse la lastricatura della zona all'interno di un più vasto piano di riorganizzazione del rione Parione. Successivamente, nel sedicesimo secolo, papa Paolo III ordinò l'apertura e la rettificazione di via dei Baullari. Grazie a questi interventi, la zona vide la nascita di imponenti palazzi nobiliari, come il Palazzo della Cancelleria e il Palazzo Farnese. La piazza si trasformò così in un punto di passaggio obbligato per cardinali e ambasciatori, favorendo lo sviluppo di alberghi, locande e botteghe artigiane. All'angolo con via dei Cappellari, ad esempio, è ancora visibile l'edificio che ospitò la Locanda del Gallo, un tempo di proprietà di Vannozza Cattanei.
Guardando verso il centro della piazza, l'attenzione viene catturata dal monumento bronzeo dedicato al filosofo e frate domenicano Giordano Bruno. Questo luogo fu infatti teatro di esecuzioni capitali e punizioni corporali. Proprio qui, il diciassette febbraio del 1600, il pensatore venne arso vivo con l'accusa di eresia. Solo alla fine del diciannovesimo secolo, su iniziativa di un comitato di studenti universitari e con il sostegno di intellettuali di fama internazionale, fu promosso il monumento che vedete oggi. Nonostante la forte opposizione delle autorità ecclesiastiche, l'opera dello scultore Ettore Ferrari fu inaugurata il nove giugno del 1889.
Se vi guardate intorno, potrete notare una particolarità che rende questo spazio unico nel panorama romano: si tratta infatti dell'unica piazza storica della città in cui non è presente alcuna chiesa. L'aspetto attuale della piazza è anche il risultato di demolizioni avvenute dopo il 1858 sul lato nord, interventi che permisero di ampliare lo spazio e di accogliere la copia della fontana della Terrina, precedentemente collocata al centro dell'area.
Oggi la piazza continua a vivere di una doppia anima. Dal 1869 ospita un celebre mercato diurno, che conserva l'atmosfera popolare immortalata anche dal cinema del dopoguerra. Con il calare della sera, lo scenario cambia radicalmente e l'area si trasforma in uno dei principali punti di ritrovo notturno della città, animato da numerosi locali e presidiato dalle forze dell'ordine per contrastare episodi di vandalismo e disturbo.
Fonti consultate: Campo de' Fiori. Testo rielaborato per LeAudioGuide, 4 ottobre 2026. Testo distribuito con licenza CC BY-SA 4.0; attribuzione alle voci e ai relativi autori tramite i collegamenti alle fonti.
Continua la visita con una delle audioguide più vicine.