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Benvenuti in piazza Venezia. Davanti a voi si innalza il Vittoriano, il grande monumento dedicato a Vittorio Emanuele Secondo, primo re dell’Italia unita. Molti lo chiamano Altare della Patria, anche se, più precisamente, l’Altare della Patria è la parte centrale del complesso, quella che custodisce la tomba del Milite Ignoto.
Prima di avvicinarvi, osservate il monumento nel suo insieme. Le scalinate salgono dal livello della piazza verso terrazze sempre più alte, fino al lungo colonnato. L’architetto Giuseppe Sacconi lo immaginò come una grande piazza pubblica su più livelli: un luogo da percorrere, oltre che da guardare. Le sue dimensioni e il marmo chiaro lo rendono uno degli edifici più riconoscibili di Roma.
La storia del Vittoriano cominciò dopo la morte di Vittorio Emanuele Secondo, nel 1878. Il nuovo Stato italiano voleva ricordare il sovrano e, attraverso di lui, il Risorgimento: il lungo processo politico e militare che aveva portato all’unificazione del Paese. Dopo un acceso dibattito sul progetto e sul luogo in cui costruirlo, fu scelta questa posizione, alle pendici del Campidoglio. Era una scelta ricca di significato: il monumento alla nuova Italia sarebbe sorto accanto a uno dei luoghi più importanti della Roma antica.
Il cantiere aprì nel 1885. Per fare spazio al Vittoriano furono demoliti edifici preesistenti, una decisione che suscitò critiche già all’epoca. Anche la costruzione si rivelò complessa: durante gli scavi emersero cavità e antiche cave nel terreno, e il progetto dovette essere adattato. Il monumento fu inaugurato il 4 giugno 1911, durante le celebrazioni per i cinquant’anni dell’Unità d’Italia, ma i lavori proseguirono ancora per molti anni.
Avvicinandovi all’ingresso da piazza Venezia, guardate le due fontane poste ai lati. Rappresentano il mare Adriatico e il mar Tirreno. Sono un primo esempio del linguaggio simbolico del Vittoriano: l’architettura e le sculture richiamano continuamente l’Italia, la sua geografia e la sua storia. Lungo la grande scalinata si incontrano altre figure allegoriche, fra cui il Pensiero e l’Azione, due idee associate ai protagonisti del Risorgimento.
Al centro del monumento si trova l’Altare della Patria. Sopra la tomba del Milite Ignoto è collocata la figura della dea Roma. Il soldato sepolto qui morì durante la Prima guerra mondiale e non fu possibile identificarlo. La sua identità sconosciuta gli permette di rappresentare tutti coloro che persero la vita nel conflitto e le famiglie che non poterono dare un nome a una tomba. La salma fu deposta nel Vittoriano il 4 novembre 1921. Da allora il sepolcro è custodito da una guardia d’onore e affiancato da due fiamme perenni.
Questo luogo conserva ancora oggi un ruolo nelle cerimonie pubbliche italiane. In occasioni come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre, le massime cariche dello Stato rendono omaggio al Milite Ignoto. Fermandosi davanti all’Altare della Patria, si può cogliere come il significato del Vittoriano sia cambiato nel tempo: nato per celebrare il primo re d’Italia e l’unificazione, è diventato anche un luogo di memoria dei caduti.
Se alzate lo sguardo, vedrete la grande statua in bronzo di Vittorio Emanuele Secondo a cavallo. È il centro visivo del monumento. Alla sua base si trovano figure femminili che rappresentano quattordici città legate alla storia dell’Italia prima dell’unificazione. La statua equestre richiama così il sovrano, mentre le figure sottostanti ricordano i molti territori e le molte storie confluiti nel nuovo Stato.
Più in alto si estende il grande colonnato, chiamato sommoportico. Sopra le colonne sono disposte le personificazioni delle regioni italiane. Alle due estremità svettano le quadrighe: carri trainati da quattro cavalli e guidati da Vittorie alate. Una è dedicata all’unità della patria, l’altra alla libertà dei cittadini. Sono i due ideali che il progetto voleva porre al centro del monumento.
Il Vittoriano racconta anche la storia dei suoi usi. Durante il fascismo fu impiegato come scenario per le cerimonie del regime; con la Repubblica ha assunto un nuovo ruolo nella vita pubblica del Paese. Al suo interno si trovano spazi dedicati alla storia italiana, tra cui il Museo centrale del Risorgimento. Le sue terrazze, inoltre, permettono di osservare Roma dall’alto e di riconoscere il rapporto fra il monumento, il Campidoglio e la città che lo circonda.
fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Mole_del_Vittoriano_(Altare_della_Patria)