Ti trovi in piazza San Pietro a Roma, di fronte a uno dei tredici obelischi antichi della città. Questo monumento si erge al centro dello spazio aperto ed è realizzato interamente in granito rosso. La sua struttura svetta per venticinque metri e trenta di altezza. Se consideri anche il basamento sottostante e la croce posta sulla sommità, l'altezza complessiva raggiunge quasi i quaranta metri. Osserva la base composta da quattro leoni bronzei.
L'origine di questo monolito risale all'Egitto, precisamente alla città di Eliopoli secondo quanto tramandato dagli autori antichi. Il manufatto è privo di iscrizioni geroglifiche sulla sua superficie. Dalla sede originaria fu trasferito nel Forum Iulii di Alessandria d'Egitto. Successivamente, l'imperatore Caligola lo fece trasportare a Roma nel quaranta dopo Cristo. Qui trovò collocazione sulla spina del Circo di Nerone, dove rimase anche in seguito.
Nel corso dei secoli successivi l'area circostante cambiò aspetto e fu occupata da una necropoli. Il monumento si ritrovò così a fianco dell'antica basilica di San Pietro, nei pressi della Rotonda di Sant'Andrea. Un aspetto di grande rilievo storico riguarda la sua stabilità strutturale. Questo è infatti l'unico obelisco antico di Roma che non sia mai caduto nel corso dei secoli, rimanendo sempre verticale nella sua posizione.
Il monumentale spostamento nella posizione attuale avvenne nell'estate del 1586 per volere di papa Sisto V. La direzione dei lavori fu affidata all'architetto Domenico Fontana. L'impresa richiese tredici mesi di complessi lavori preparatori. Per sollevare e spostare il grande monolito furono impiegati novecento uomini, settantacinque cavalli e quaranta argani. L'operazione di innalzamento fu completata in un unico giorno, primo caso in epoca moderna.
Durante le delicate operazioni del dieci settembre 1586 si verificò un episodio tramandato dalla tradizione popolare. Un marinaio di nome Benedetto Bresca gridò l'avvertimento di bagnare le funi. Questa indicazione servì a evitare la rottura delle corde che stavano pericolosamente cedendo sotto il peso immane del manufatto. Da quella data precisa il monolito svetta stabilmente nella piazza antistante la basilica vaticana.
In occasione di quel trasferimento, il globo originariamente collocato sulla vetta fu rimosso e trasferito ai Musei Capitolini. Quell'antico elemento si trova oggi nella prima sala del Palazzo del Conservatore, vicino a una grande finestra. Secondo la leggenda popolare, nel globo di metallo sormontante erano custodite le ceneri di san Pietro oppure di Giulio Cesare. Da quel legame con l'antichità romana deriva il termine antico di aguglia.
Sulla sommità della struttura svetta ora una grande croce di bronzo. Sulla base del monumento è incisa una frase latina che richiama la croce del Signore e il trionfo del leone della tribù di Giuda. La concessione di un'indulgenza perpetua legata alla venerazione della croce fece presumere che papa Sisto V avesse collocato una particella della Vera Croce, sebbene un successivo controllo non ne trovò traccia alcuna.
La presenza di una reliquia certa fu stabilita ufficialmente il dodici aprile del diciassettesimo secolo, quando una particella fu prelevata da un reliquiario della basilica di San Pietro. Osservando la superficie del granito rosso puoi notare la cura dei dettagli e la precisione geometrica del fusto. Camminando intorno alla base puoi cogliere le proporzioni imponenti di questo testimone millenario che collega l'antichità classica con la Roma moderna.
Fonti consultate: Obelisco Vaticano. Testo rielaborato per LeAudioGuide, 4 ottobre 2026. Testo distribuito con licenza CC BY-SA 4.0; attribuzione alle voci e ai relativi autori tramite i collegamenti alle fonti.
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