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Info immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:FeaturedPics Davanti a voi si trova l'Anfiteatro Flavio, conosciuto come Colosseo, il più imponente monumento dell'antica Roma giunto fino a noi. Immaginate questo luogo nel primo secolo dopo Cristo, quando l'imperatore Vespasiano decise di restituire ai cittadini romani un'area precedentemente occupata dal lago artificiale della lussuosa residenza privata di Nerone. I lavori, avviati tra il settanta e il settantadue dopo Cristo, furono finanziati anche grazie al bottino del saccheggio del tempio di Gerusalemme. L'edificio fu poi inaugurato da suo figlio Tito nell'ottanta dopo Cristo con cento giorni di giochi straordinari, e completato successivamente da Domiziano con la realizzazione dei complessi sotterranei.
Se osservate la facciata esterna in travertino, noterete la sua articolazione in quattro ordini sovrapposti, che esprimono con chiarezza le concezioni costruttive della prima età imperiale. I tre livelli inferiori presentano ottanta arcate ciascuno, inquadrate da semicolonne che cambiano stile salendo verso l'alto, passando dal tuscanico allo ionico e infine al corinzio. Il quarto livello, l'attico, è una parete piena scandita da lesene corinzie. Tra di esse si aprono piccole finestre quadrangolari e si notano ancora le mensole sporgenti che un tempo alloggiavano i pali di legno per sostenere il velario, la grande copertura in tessuto manovrata dai marinai della flotta di Miseno.
Soffermatevi ora sui dettagli della pietra. Noterete numerosi fori sparsi sui blocchi di travertino. Questi non sono dovuti al degrado naturale, ma derivano da una pratica diffusa dopo l'abbandono del monumento, quando si scavarono i giunti per estrarre i perni metallici che collegavano i pilastri, al fine di fonderli e riutilizzarli. Nel corso dei secoli, l'anfiteatro subì gravi danni a causa di terremoti, in particolare quello dell'847 e quello disastroso del 1349, che provocò il crollo dell'intero lato meridionale, costruito su un terreno alluvionale instabile. Da quel momento, le rovine divennero una vera e propria cava di materiale per la costruzione di nuovi palazzi romani.
Guardando le estremità dell'anello esterno, potrete apprezzare i grandi interventi di restauro che hanno salvato il monumento nell'Ottocento. Sul lato orientale spicca lo sperone in mattoni progettato da Raffaele Stern dopo il terremoto del 1806, un intervento d'emergenza che tamponò le prime arcate per evitare un crollo imminente. Sul lato opposto, verso i fori, Giuseppe Valadier realizzò nel 1823 un nuovo sperone che ricostruiva visivamente le arcate originali in mattoni. Altri consolidamenti furono eseguiti a metà del secolo da Gaspare Salvi e Luigi Canina per mettere in sicurezza le parti più compromesse e strapiombanti.
All'interno, la grande arena ellittica mostra oggi i suoi complessi sotterranei a cielo aperto, poiché la pavimentazione originale in legno e muratura è andata perduta. In questi ambienti ipogei si trovavano i montacarichi e le botole utilizzati per far salire le belve e le attrezzature sceniche durante gli spettacoli. La cavea circostante, un tempo rivestita di marmo, era divisa in settori orizzontali per accogliere gli spettatori in base alla classe sociale, dai senatori nei posti inferiori fino alla plebe e alle donne nei settori più alti. Una piccola curiosità storica riguarda i numeri incisi sulle arcate d'ingresso per guidare il pubblico, che recenti restauri hanno rivelato essere originariamente dipinti in rosso per essere visibili da lontano.
La tradizione cristiana ha identificato a lungo questo anfiteatro come luogo di martirio. Sebbene si tratti di una tradizione devozionale e non di una verità storica documentata, questo forte legame spirituale spinse papa Benedetto XIV, nel 1749, a consacrare il Colosseo a Cristo e ai martiri, ponendo fine alle spoliazioni e avviando la salvaguardia del sito. All'interno di uno dei fornici potrete scorgere anche la piccola chiesa di Santa Maria della Pietà, la cui presenza è attestata con certezza a partire dal quattordicesimo secolo.
Fonti consultate: Colosseo; Parco archeologico del Colosseo — Il Colosseo romano e cristiano. Testo rielaborato per LeAudioGuide, 4 ottobre 2026. Testo distribuito con licenza CC BY-SA 4.0; attribuzione alle voci e ai relativi autori tramite i collegamenti alle fonti.
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