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Benvenuti a Villa Borghese. Siamo nel cuore di Roma, eppure, dopo pochi passi, il rumore delle strade lascia spazio ai viali alberati, alle fontane e al verde. La villa si estende per circa ottanta ettari: è un parco abbastanza grande da offrire, nella stessa passeggiata, giardini ordinati, prati aperti, angoli ombrosi e scorci sulla città.
Per capire come nacque questo luogo dobbiamo tornare all’inizio del Seicento. La famiglia Borghese possedeva già alcuni terreni in questa zona, ma fu il cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo Quinto, a trasformarli in una grande villa. Scipione amava l’arte e voleva creare una residenza circondata da giardini, dove la natura e le opere degli artisti contribuissero insieme alla bellezza del luogo.
I lavori iniziarono nel 1606. Il progetto degli edifici fu affidato prima all’architetto Flaminio Ponzio e poi a Giovanni Vasanzio. La villa fu completata nel 1633. Al centro del complesso si trovava il Casino Nobile, la residenza di rappresentanza che oggi ospita la Galleria Borghese. Qui sono conservate opere di artisti come Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova, Raffaello, Tiziano e Caravaggio. Il legame fra Scipione Borghese e Bernini fu particolarmente importante: il cardinale fu uno dei grandi sostenitori del giovane scultore.
Ma Villa Borghese non era soltanto una residenza. I suoi giardini erano pensati per sorprendere chi li percorreva. I viali conducevano a fontane, statue, piccoli edifici e prospettive studiate con cura. Accanto alle zone più regolari c’erano boschetti e spazi destinati allo svago. Vicino al Casino Nobile si trovavano anche i cosiddetti giardini segreti: aree racchiuse da mura, dedicate alla coltivazione di fiori e piante rare. Passeggiare nella villa significava passare continuamente da un ambiente all’altro, scoprendo qualcosa di nuovo a ogni svolta.
Uno dei luoghi che racconta meglio questa varietà è il Giardino del Lago. Fu sistemato alla fine del Settecento, quando il principe Marcantonio Quarto Borghese avviò importanti trasformazioni del parco. Al centro dello specchio d’acqua si riflette il Tempio di Esculapio. Qui il paesaggio ha un aspetto diverso rispetto ai giardini più antichi: i sentieri e la vegetazione seguono il gusto del giardino all’inglese, che cerca effetti più naturali e pittoreschi. Se vi trovate nei pressi del lago, fermatevi un momento a osservare come l’acqua, gli alberi e l’architettura compongano un’unica scena.
Un altro spazio da conoscere è il Parco dei Daini. Il suo nome ricorda gli animali che un tempo vivevano in questa parte della tenuta, riservata al principe. La villa di allora era ben diversa dal parco pubblico che conosciamo oggi: alcuni luoghi erano accessibili soltanto alla famiglia Borghese e ai suoi ospiti. Anche la Valle dei Platani conserva il ricordo della lunga storia del giardino; secondo la voce dedicata alla villa, alcuni dei suoi platani risalgono alle piantagioni volute dal cardinale Scipione.
Nel corso dell’Ottocento la proprietà si ampliò ancora. Nuovi terreni furono uniti alla villa e gran parte dei giardini assunse un aspetto paesaggistico. La tenuta, però, non rimase completamente chiusa alla città: nei giorni di festa i romani potevano passeggiarvi e partecipare a momenti di svago, tra canti e balli.
La svolta arrivò all’inizio del Novecento. Lo Stato italiano acquistò Villa Borghese nel 1901 e la cedette al Comune di Roma nel 1903, perché fosse aperta stabilmente al pubblico. Da quel momento l’antica tenuta privata divenne un luogo per tutti. È una parte essenziale della sua storia: oggi possiamo attraversare liberamente spazi che per secoli erano appartenuti a una delle famiglie più potenti della città.
La villa ha continuato ad accogliere nuovi luoghi dedicati alla cultura e al tempo libero. Oltre alla Galleria Borghese, nel parco si trovano il Museo Pietro Canonica, il Museo Carlo Bilotti nell’Aranciera, la Casa del Cinema e il Bioparco. Piazza di Siena è conosciuta anche per il suo concorso ippico. Sono presenze diverse, nate in epoche diverse, che mostrano come Villa Borghese sia cambiata insieme a Roma.
Se la vostra passeggiata vi porta verso il Pincio, raggiungete la terrazza panoramica. Da lì lo sguardo torna sulla città e la visita acquista un’altra prospettiva. Villa Borghese è questo continuo passaggio: dal silenzio di un viale al panorama di Roma, da un giardino seicentesco a uno spazio modellato due secoli dopo.