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Info immagine: Fotografia: Bart Molendijk / Anefo; CC0 1.0. Fonte: Commons; attribuzione completa nella descrizione. Sulla Prins Hendriklaan di Utrecht, la Casa Rietveld-Schröder interrompe la continuità delle abitazioni vicine con una composizione di piani, linee e colori. Fermatevi prima di avvicinarvi: il suo interesse si comprende anche dalla strada, seguendo gli elementi che sporgono e quelli che arretrano. Progettata nel 1924, è entrata nel patrimonio UNESCO nel 2000 come testimonianza fondamentale dell'architettura moderna e del movimento De Stijl. Le sue dimensioni domestiche rendono particolarmente evidente la portata dell'esperimento.
All'origine ci sono due persone. Truus Schröder, rimasta vedova e madre di tre bambini, voleva una casa capace di rispondere alle proprie idee sull'abitare. Gerrit Rietveld arrivava soprattutto dall'esperienza del mobile. La loro collaborazione trasformò richieste concrete in scelte architettoniche: Schröder partecipò alla progettazione, senza limitarsi a finanziare o approvare un lavoro già definito. Nel gennaio 1925 si trasferì qui con i figli. Rimase nella casa fino alla morte, nel 1985, attraversando sessant'anni di vita quotidiana e cambiamenti.
Guardate adesso le facciate. Il bianco, il grigio e il nero si alternano agli accenti rossi, gialli e blu. Le superfici e le aste non sembrano riunirsi in un unico blocco chiuso: ogni elemento mantiene una posizione riconoscibile. Seguite una linea orizzontale e poi una verticale, osservando dove proseguono oltre una parete o incontrano un balcone. È un modo per leggere la profondità dell'edificio, oltre alla sua immagine frontale. Il colore aiuta a distinguere le parti invece di rivestirle con un motivo ornamentale uniforme.
De Stijl prende il nome da una rivista fondata nel 1917. Il suo linguaggio cercava relazioni fra linee, piani e colori essenziali. Qui queste ricerche incontrano porte, finestre e necessità familiari. Perciò conviene resistere alla tentazione di considerare la casa soltanto come un quadro trasformato in edificio: ogni apertura modifica anche ciò che una persona vede e può fare dall'interno. Se visitate gli ambienti, seguendo il percorso previsto dal museo, confrontate questa composizione esterna con la distribuzione dei due piani.
Al pianterreno si trovano stanze delimitate, fra cui la cucina e gli spazi di lavoro. Qui ebbe sede anche lo studio professionale avviato da Rietveld e Schröder. Il piano superiore propone invece una soluzione più libera: pannelli mobili consentono di dividere l'ambiente o riunirlo. Durante il giorno la famiglia poteva condividere uno spazio aperto; la sera le divisioni permettevano di ricavare luoghi separati per dormire. Immaginate questa trasformazione come una piccola sequenza di gesti. La pianta non stabilisce una configurazione definitiva, ma offre possibilità da scegliere secondo il momento della giornata.
Una finestra d'angolo mostra un'altra relazione fra abitazione e paesaggio. Aprendo le ante sulle due direzioni, l'angolo sembra dissolversi e la vista acquista continuità. All'epoca della costruzione, da un lato si guardava verso il paesaggio aperto dei polder. La città è cresciuta e quel contesto è cambiato: per comprendere il progetto, occorre tenere insieme la casa che vediamo oggi e l'orizzonte che contribuì a darle forma. L'apertura verso l'esterno era parte dell'esperienza desiderata dagli abitanti.
Prima di concludere, tornate mentalmente dal piano superiore alla facciata. I pannelli scorrevoli e i piani colorati appartengono alla stessa ricerca, ma agiscono in modi diversi: gli uni cambiano gli usi degli ambienti, gli altri rendono leggibili le loro relazioni nello spazio. La casa conserva così un'idea precisa di libertà domestica, nata dal dialogo fra un progettista e una donna che sapeva come voleva vivere. Osservandola, provate a chiedervi quale movimento, apertura o divisione cambierebbe anche la vostra esperienza di una stanza.
Fonti e attribuzione
Testo rielaborato da LeAudioGuide sulla base delle voci Wikipedia citate (attribuzione ai rispettivi autori), distribuito con licenza CC BY-SA 4.0. Le fonti istituzionali sono consultate per la verifica dei fatti, senza copiarne la prosa. Fotografia: Bart Molendijk / Anefo; CC0 1.0. Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Exterieur_Rietveld_Schroderhuis_in_Utrecht,_Bestanddeelnr_933-9354.jpg
Esterno della Casa Rietveld-Schroder a Utrecht, fotografia in bianco e nero del 27 marzo 1987. Bart Molendijk / Anefo, Nationaal Archief, CC0 1.0.
Continua la visita con una delle audioguide più vicine.