Ai piedi della collina di Monteortone, nel territorio di Abano Terme, sorge il Santuario della Beata Vergine della Salute, uno dei luoghi di culto più suggestivi dei Colli Euganei. Al suo interno sono conservate importanti opere d’arte, tra cui un prezioso ciclo di affreschi attribuito a Jacopo da Montagnana e una Crocifissione di Palma il Giovane.
La storia del santuario è legata a un’apparizione mariana e a un evento miracoloso avvenuto durante una delle epidemie di peste che colpirono il territorio nel Quattrocento.
Secondo la tradizione, alla fine di maggio del 1428 il capitano d’armi Pietro Falco, afflitto da problemi di salute anche a causa della sua vita militare, si ritirò in preghiera in un boschetto ai piedi del Monteortone. Qui gli sarebbe apparsa la Vergine Maria, che lo invitò a immergersi in un’antica sorgente termale.
Pietro Falco seguì l’indicazione e, secondo il racconto, venne miracolosamente guarito. Nella sorgente avrebbe inoltre ritrovato un’immagine della Madonna con il Bambino, affiancata da San Cristoforo e Sant’Antonio Abate. L’icona, attribuita a un artista anonimo dei primi decenni del Quattrocento, è ancora oggi custodita nel prezioso sacello situato in fondo all’abside, dietro l’altare maggiore.
La Vergine avrebbe chiesto a Pietro Falco di accogliere la volontà del Figlio, invitando alla conversione del cuore e della vita, e di promuovere la costruzione di una chiesa a lei dedicata. In cambio, secondo la tradizione, la peste avrebbe cessato di diffondersi.
Effettivamente l’epidemia terminò e la notizia del presunto miracolo si diffuse rapidamente. L’evento attirò l’attenzione delle autorità padovane e dello stesso doge di Venezia, Francesco Foscari. La devozione popolare crebbe rapidamente e la Repubblica di Venezia, con l’approvazione del vescovo di Padova, inviò inizialmente due monaci sul luogo.
Successivamente arrivò il frate agostiniano Simone da Camerino, che assunse un ruolo fondamentale nella nascita del complesso religioso. Fu lui a promuovere la costruzione del santuario e dell’annesso monastero degli Agostiniani, dando origine alla comunità degli “Eremiti di Monteortone”.
Le donazioni dei fedeli si moltiplicarono e permisero di completare rapidamente la prima chiesa. Il santuario fu aperto al culto il 28 agosto 1435, giorno dedicato a Sant’Agostino.
Simone da Camerino non fu soltanto una figura religiosa. Uomo colto e considerato particolarmente virtuoso, si impegnò anche per favorire la pace tra le potenze dell’Italia del Quattrocento. Per conto del doge Francesco Foscari partecipò alle trattative con Francesco Sforza, signore di Milano, che portarono alla Pace di Lodi, firmata il 9 aprile 1454.
All’interno del santuario una lapide ricorda ancora oggi l’opera di Simone da Camerino. Le sue spoglie sono conservate in una tomba ai piedi dell’altare maggiore, proprio nel luogo che contribuì a far nascere.
Nel corso dei secoli il complesso religioso venne modificato e arricchito. Non è possibile attribuire con certezza tutti gli interventi, anche a causa delle trasformazioni e delle vicende che hanno interessato il santuario. La tradizione architettonica del complesso viene tuttavia collegata anche ai nomi di Pietro Lombardo, Tullio Lombardo e Baldassarre Longhena.
Oggi il Santuario della Beata Vergine della Salute conserva quindi una doppia anima: da una parte è un importante luogo di devozione mariana, nato secondo la tradizione da una guarigione miracolosa durante un’epidemia di peste; dall’altra è un prezioso scrigno d’arte, dove la storia religiosa di Monteortone si intreccia con quella dei grandi artisti che hanno lasciato qui le loro opere.